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L'insediamento umano in
Puglia risale quanto meno a 250.000 anni fa, come
testimoniano i resti fossili dell'Uomo di Altamura, una
forma arcaica di Homo neanderthalensis. Numerosi sono i
reperti di epoca preistorica, tra i quali diversi menhir e
dolmen. Intorno al I millennio a.C., si insediarono sul
territorio i popoli dei Dauni, dei Peucezi e dei Messapi di
probabile origine illirica, e più tardi, in epoca
ellenica, numerose furono le colonie magnogreche soprattutto
nella parte meridionale della regione, tra le quali la città
spartana di Tarentum.
Ben presto Roma comprese l'importanza strategica dell'Apulia,
ma l'occupazione della regione, nel III secolo a.C., non fu
agevole soprattutto per la resistenza di Tarentum e
Brundisium. Nel 216 a.C. a Canne l'esercito romano patì
contro i Cartaginesi di Annibale la sua peggiore sconfitta.
Venne quindi istituita la Regio II Apulia et Calabria,
che includeva anche il Sannio, una parte dell'attuale Molise
e la Basilicata orientale. Con la costruzione della via
Appia e, in epoca imperiale, della via Traiana (lungo cui
prosperarono città come Aecae, Herdonia, Canusium e
Bitonto), la regione occupò posizioni di primato nella
produzione del grano e dell'olio, diventando la maggior
esportatrice di olio d'oliva in Oriente.
Alla caduta dell'Impero Romano d'Occidente, anche la Puglia
attraversò un lungo periodo di sofferenza. Molti popoli
si alternarono sul territorio, ma alla fine divenne dominio
dell'Impero Bizantino. Bari divenne capoluogo di un
territorio esteso sino all'odierna Basilicata e sottoposto
all'autorità di un catapano, nome del governatore bizantino
da dove deriva il termine Capitanata. Con l'arrivo dei
Normanni, Taranto diventò la capitale dell'omonimo
principato, esteso su tutta la Terra d'Otranto.
Sia con i Normanni che con gli Svevi capeggiati dagli
Hohenstaufen, la Puglia conseguì un grande progresso
materiale e civile, che toccò l'apice con Federico II, a cui
si deve la realizzazione di una serie di edifici laici e
religiosi, alcuni di alto valore artistico, tra cui Castel
del Monte in provincia di Barletta-Andria-Trani. Tra il 1200
e il 1400 la Puglia fu sotto la dominazione degli Angioini,
all'interno del Regno di Napoli, a cui si sostituirono gli
Spagnoli: a partire da questo momento cominciò a radicarsi
il potere dei latifondisti sul territorio.
Dopo varie prese di potere, solo con i Borboni la Puglia
poté rivivere la stasi e la pace che vigeva nella regione
con Federico II. Tra il 1806 e il 1815, vi fu la dominazione
francese che provvedette alla modernizzazione della Puglia
con l'abolizione del feudalesimo e con le riforme
giudiziarie.
Movimenti liberali si formarono in tutta la regione nel 1820
con il diffondersi della Massoneria e della Carboneria.
Con il Regno d'Italia costituito nel 1861, la Puglia fu
divisa amministrativamente nelle province di Foggia, Bari e
Lecce; a queste si aggiunsero nel Novecento le province di
Brindisi e Taranto. Con il progressivo decadere del
latifondo, decaddero anche le antiche masserie pugliesi,
proprietà di media estensione agraria. Durante il Fascismo
la Puglia fu interessata da numerose bonifiche in vaste aree
e, successivamente alla riforma agraria del secondo
dopoguerra, la regione ha goduto di un forte sviluppo
agricolo.
Negli anni Settanta e negli anni Ottanta l'economia della
regione passò dal settore primario a quello terziario, con
il notevole sviluppo derivato dal settore turistico.
Nel 2004 viene istituita la sesta provincia pugliese, la
provincia di Barletta-Andria-Trani comprendente come
capoluogo tre grosse città e complessivamente dieci comuni
scorporati dalle province di Bari e Foggia. Essa diventerà
pienamente operativa con le elezioni provinciali del 2009. |