I dialetti della Puglia sono numerosi e molto
diversi tra loro, ma possono comunque essere classificati
entro due gruppi fondamentali[42]: quello dei dialetti
meridionali italiani e quello dei dialetti meridionali
italiani estremi. Al primo gruppo, esteso anche all'area
campana, abruzzese-molisana, lucana e nelle aree limitrofe,
appartengono i dialetti parlati nella parte
centro-settentrionale della regione (dialetti pugliesi
propriamente detti), mentre quelli salentini sono
classificati come appartenenti al secondo gruppo, che
include anche la lingua siciliana e il dialetto calabro
meridionale. In alcuni centri lungo la direttrice
Taranto-Ostuni si parlano varietà cosiddette di transizione
apulo-salentine.
La distinzione tra i due gruppi si ritrova soprattutto nella
fonetica: nella parte settentrionale della regione i
dialetti tendono a rendere sonori i gruppi latini nt, nc, mp
in nd, ng, mb e le s in z, mentre quelli della parte
meridionale li conservano intatti. Notevoli sono anche le
differenze nell'esito delle vocali.
Dialetto foggiano
Appartenente al gruppo dei dialetti meridionali italiani, è
parlato in un'area corrispondente alla Provincia di Foggia,
da sempre terra di transumanza. Notevoli sono perciò le
affinità, oltre che con il barese, anche con i dialetti
abruzzesi e molisani soprattutto in area garganica, e quello
campano, specie nel Tavoliere e sul subappennino Dauno.
Dialetto barese
Appartenente anch'esso al gruppo dei dialetti meridionali
italiani, è parlato in tutta la provincia di Bari, in quella
di Barletta-Andria-Trani e in alcuni comuni dell'alto
Brindisino, e presenta molte affinità con il dialetto
materano e quello parlato nell'area del Vulture. I popolosi
comuni delle province in cui si parla barese presentano
spiccate varianti dialettali, alcune delle quali sono state
rese celebri da popolari attori e caratteristi della
commedia all'italiana, quali Lino Banfi e Sergio Rubini.
Dialetto tarantino
Solitamente classificato tra i dialetti apulo-salentini di
transizione, ha la particolarità di essere un idioma
comunale, ossia la sua variante più pura è parlata
esclusivamente entro i confini della città di Taranto. Esso
tuttavia influenza significativamente la parte
settentrionale dell'omonima provincia, mentre a sud del
capoluogo la sua influenza è riconoscibile fino a San
Giorgio Jonico.
Dialetto salentino
Classificato come appartenente al gruppo dei dialetti
meridionali estremi, presenta le maggiori affinità con i
dialetti parlati nella Calabria meridionale e in Sicilia che
con quelli diffusi nel resto della regione. Si parla
nell'intera provincia di Lecce, in gran parte di quella di
Brindisi e nella parte meridionale della provincia di
Taranto. Usualmente viene distinto nelle varianti leccese,
parlata nella città di Lecce e nella parte settentrionale
della provincia, brindisina, parlata in provincia di
Brindisi e nella zona orientale del Tarantino e gallipolina,
diffusa nell'area intorno a Gallipoli.