Scopri il Salento - Menhir del Salento
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Scopri il Salento
- Menhir del Salento
I menhir (dal bretone men e hir "pietra
lunga") sono dei megaliti (dal greco "grande pietra")
monolitici (da non confondere con i dolmen, polilitici e
solitamente assemblati a portale), eretti solitamente in età
della pietra (neolitico, era preistorica), che potevano
raggiungere anche più di venti metri di altezza, come ad
esempio il Grand Menhir rotto di Locmariaquer (nel Morbihan
in Bretagna). Potevano essere eretti singolarmente o in
gruppi, e con dimensioni che possono considerevolmente
variare, anche se la loro forma è generalmente (ma non
sempre) squadrata, alcune volte assottigliandosi verso la
cima. I menhir sono ampiamente distribuiti in Europa, Africa
ed Asia, ma sono più numerosi nell'Europa Occidentale, in
particolare in Bretagna e nelle isole britanniche.
I Menhir, insieme ai Dolmen ed alle Specchie
(nati come fari neolitici utilizzati durante le battute di
caccia e che si sono evolute in veri e propri sistemi di
comunicazione), si trovano anche in Puglia, ed in
particolare nel
Salento. In provincia di Lecce,
sono disseminati dappertutto. Ogni centro possiede almeno un
menhir. Nel comune di Giurdignano, nei pressi di Otranto, se
ne contano addirittura più di 15 esemplari. A Martano, in
provincia di Lecce, si ha la presenza del più alto menhir
d'Italia, il "Menhir de Santu Totaru", che supera i 5 metri
d'altezza.
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Sono stati eretti in molti periodi differenti, nel corso
della preistoria, ed erano creati nel contesto della più
estesa cultura megalitica che fiorì in Europa e dintorni.
I menhir del
Salento furono, nel medioevo,
cristianizzati incidendo sulla pietra delle croci. Ancora
oggi in alcuni paesi vi è l'usanza, la Domenica delle Palme,
di fare delle processioni che terminano nelle vicinanze dei
menhir dove vengono benedetti i ramoscelli di olivo.